Deposito scorie nucleari, Legambiente: «I siti dovevano essere scelti con più attenzione»

La Redazione
Carta dei siti potenzialmente idonei alla costruzione del Deposito nucleare nazionale

«Le potenziali ripercussioni negative nel cuore del nostro inestimabile patrimonio paesaggistico-culturale, che fa della Puglia la Regione più bella al mondo, potrebbero comprometterlo irrimediabilmente»

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"I siti individuati dalla Sogin, società di Stato incaricata del decommissioning degli impianti nucleari italiani e redattrice della Carta Nazionale dei Siti Potenzialmente Idonei al deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, potevano essere a nostro avviso più idonei, almeno per quanto riguarda Puglia e Basilicata".

Lo sostiene il circolo terlizzese di Legambiente in una nota. "Da una prima analisi della pianificazione paesaggistica regionale, quelli di Altamura e Gravina, classificati da Sogin con classe di idoneità A2 (buona), ci sembrano poco compatibili con il deposito dei quasi 100 mila metri cubi di rifiuti radioattivi, di cui, è bene ricordarlo, il 66% deriva dallo smantellamento delle vecchie centrali nucleari", sottolinea.

"I siti pugliesi di Gravina e Altamura individuati, prossimi all'area del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, sono a ridosso di aree interessate da molteplici vincoli, proprio per l'elevato valore naturalistico, paesaggistico e culturale della zona", continua il circolo "Amici di Vito e Clara". "Questi i principali vincoli da PPTR che interessano, in alcune porzioni anche direttamente, le aree individuate: aree di importanza naturalistica (SIC-ZPS), Regio Tratturo Melfi-Castellaneta (Via Appia), boschi, fiumi e torrenti (Vallone dell'ombra, Vallone di lesce, Canale dell'Annunziatella), aree di interesse archeologico, vincoli idrogeologici, calanchi, impluvi naturali, versanti, prati e pascoli. Le potenziali ripercussioni negative nel cuore del nostro inestimabile patrimonio paesaggistico-culturale, che fa della Puglia la Regione più bella al mondo, potrebbero comprometterlo irrimediabilmente. È assolutamente necessario, infatti, tener conto di ogni singola peculiarità territoriale che va salvaguardata e tutelata. Legambiente effettuerà i dovuti approfondimenti, anche riguardo i criteri che hanno determinato l'idoneità dei siti pugliesi", annuncia la sezione locale.

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