"Terlizzi insieme a tutto il territorio circostante è terra di ulivi, di frutti buoni da mangiare e di fiori. Non c’è spazio e non ci sarà mai spazio per scorie di qualsiasi genere esse siano". Il sindaco Ninni Gemmato chiude la porta a qualsiasi ipotesi riguardante lo stoccaggio di scorie nucleari a pochi chilometri da Terlizzi.
La notizia secondo cui la Sogin, agenzia pubblica per il nucleare, possa individuare nella zona a cavallo tra le Murge e la provincia di Matera – un territorio in provincia di Bari (Gravina), due vaste aree tra Bari (Altamura) e Matera, una nella provincia di Matera e altre due zone ampie fra Matera e Taranto (Laterza) – aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani è giudicata inquietante e senza senso. "La nostra terra è protagonista assoluta in tutto il mondo del made in Italy ed è un’eccellenza del settore agroalimentare, non può essere trasformata in una discarica di Stato. Stiamo investendo tantissimo in bellezza, in turismo lento, nella tutela delle nostre bellezze storiche e architettoniche, abbiamo innescato percorsi di sviluppo sostenibile estremamente promettenti. Questa vocazione naturale non è compatibile con un sito di stoccaggio di scorie, di qualunque natura esse siano".
"Spero vivamente che il Governo e la Regione Puglia non consentano una violenza simile ed adottino immediatamente atti concreti in tal senso» conclude il sindaco di Terlizzi. «In ogni caso faremo valere le nostre ragioni in ogni sede e in tutti i modi».
"Chiederò al governo Conte, con un'interrogazione parlamentare urgente, le motivazioni ed i criteri per cui diciassette di sessantasette siti di stoccaggio di rifiuti nucleari siano stati individuati tra Basilicata e Puglia e rientrano nell'elenco presentato dalla Sogin (società dello Stato che si occupa di smaltimento rifiuti radioattivi)", annuncia il deputato di Fratelli d'Italia, Marcello Gemmato. "Chiederò, inoltre, di rivedere immediatamente la posizione aprendo un tavolo di concertazione con gli amministratori della Basilicata e della Puglia poiché scelte di questa portata vanno condivise con il territorio. Allo stesso tempo mi rivolgo al presidente Michele Emiliano affinché, oltre al comunicato di rito, esca dal gioco delle parti e chieda al suo amico e sponsor politico Giuseppe Conte di porre rimedio a questo ennesimo potenziale scempio che si sta consumando ai danni delle popolazioni pugliesi e lucane. I tre siti pugliesi di Altamura, Gravina e Laterza ricadono nei perimetri del Parco dell’alta Murgia e del Parco della Terra delle Gravine, zone caratterizzate da un rilevante profilo ambientale, turistico e paesaggistico, sottoposte a vincoli strettissimi. Per questo non è chiaro come possano essere stoccati rifiuti in una zona dove con difficoltà, in ossequio ai succitati vincoli, si riesce a spostare una pietra o a piantumare un albero".
Anche Città Civile si pronuncia contro la designazione dell'agenzia per il nucleare, aderendo alla rete di amministratori comunali di Bari e Bat che si sta mobilitando contro la decisione del Governo. "Puglia e Basilicata e tanti altri territori Nazionali non possono sottomettersi a questo sopruso", si legge in una nota della segreteria del movimento -. Tristissimo leggere i nomi della lista dei paesi elencati, posti in aree non inquinate, armoniosamente in equilibrio con il paesaggio, che corre il rischio di essere irrimediabilmente devastato. Non lo dobbiamo permettere! Al Parco dell'Alta Murgia deve sempre continuare a sorgere il sole per illuminarla in tutta la sua smagliante attuale bellezza, senza sperimentare mai paure e incubi, come quelli che potrebbero arrivare con il deposito nazionale delle scorie radioattive".
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