Città Civile, Barile rinuncia alla carica di consigliere comunale

La Redazione
Francesco Paolo Barile

Il consigliere comunale in pectore adduce motivazioni professionali e familiari, nonché associative: continuerà a presiedere attivamente Puliamo Terlizzi. Dovrebbero subentrare adesso Michele Cagnetta o Roberto Lusito

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Il consigliere comunale in pectore di Città Civile, Francesco Paolo Barile, rinuncia formalmente a sedersi tra i banchi dell'opposizione.
 
La scelta è stata motivata in un comunicato seguito di alcuni giorni alle dimissioni di Vito D'amato, in ossequio al principio di rotazione dei propri rappresentanti in consiglio osservato da Città Civile. Lo stesso D'amato era succeduto a Daniela Zappatore, che aveva coperto la prima parte della consiliatura.
 
"Al suo scranno non succederò io – dichiara laconicamente Barile, che alle elezioni comunali era giunto terzo in ordine di preferenze nelle liste del movimento civico -. A rappresentare Città Civile, seguendo quel filo di partecipazione condivisa ci sarà qualcun altro che esplicherà degnamente il suo ruolo, come hanno fatto Daniela prima e Vito poi".
 
"Il mio è un verdetto che arriva dopo mesi di riflessioni e attente valutazioni, e pur essendo estremamente doloroso, è dal mio punto di vista la scelta migliore che io possa fare in questo momento proprio per non tradire il mandato dei centodieci elettori, garantire una rappresentanza all'altezza di Città Civile e preservare il mio attivismo per la città in campo ambientale", spiega, adducendo ragioni familiari e lavorative ma, soprattutto, la scelta di mantenere la carica di presidente dell'associazione Puliamo Terlizzi, "incompatibile con quella di consigliere comunale, secondo una precisa volontà dei fondatori e ribadita in un articolo inserito nello statuto proprio per garantire l'indipendenza degli organi direttivi e dell'Associazione stessa da qualsivoglia interferenza partitica".

 
"I singoli possono e devono avere proprie idee politiche; aderire e militare in un contesto partitico è pratica assai nobile, tra le più nobili. L'organizzazione che profonde il suo impegno civile attraverso il volontariato deve invece nel suo complesso poter lavorare con Enti, Autorità e Istituzioni libera da lacci e lacciuoli, senza schierarsi ma anche senza rinunciare al diritto di critica, cioè di analisi oggettiva e giudizio. D'altronde chi mi conosce bene e mi è vicino sa quanto abbia sempre tenuto ben separate e indipendenti le due sfere pur senza rinunciare a nessuno dei miei diritti", continua Barile, che concepisce la sua rinuncia come "una risposta a chi per lungo tempo mi ha accusato di aver messo in piedi Puliamo Terlizzi e raccolto monnezza per quasi un decennio, per approdare in politica. Semmai è le politica di chi accusa che avrebbe dovuto occuparsi di ciò che l'Associazione denuncia da sempre e su cui mette le mani per trasformare, per migliorare le cose dal basso e con l'unico innegabile interesse che ciascun volontario e cittadino sostenitore ha di vivere in un paese più sano, civile e sostenibile".
 
"Ringrazio Città Civile per la possibilità che mi ha offerto, ringrazio quanti votandomi nel 2017 capiranno e anche coloro i quali avendomi sostenuto o anche avversato criticheranno questa mia scelta, purché lo facciano apertamente e con garbo. E infine auguri a chi siederà al mio posto in Consiglio Comunale. Sono certo che per tutti il tempo e le scelte migliori stiano nel cammino che dobbiamo ancora percorrere", conclude Barile.
 
Dopo Barile, in ordine di preferenze ottenute alle ultime elezioni amministrative, ci sono in lista Michele Cagnetta, già consigliere nella consiliatura precedente, e Roberto Lusito, entrambi storici attivisti del movimento civico. Dovrebbe avere la priorità il primo, essendo il più anziano anagraficamente. Il nodo sarà sciolto presumibilmente nelle prossime ore.
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