Tredici amministratori locali aderiscono alla giornata internazionale per Zaki e Regeni

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A rappresentare Terlizzi c’è il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Volpe, che oggi protocollerà una mozione consiliare per la richiesta di concessione della cittadinanza onoraria del comune di Terlizzi a Zaki
Un gruppo di tredici amministratori locali dell’area del centrosinistra ha aderito alla giornata nazionale di mobilitazione “Stop armi in Egitto”, lanciata dalla Rete italiana Pace e Disarmo per chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni e libertà e giustizia per Patrick Zaki.
“Chiediamo il rispetto dei diritti umani e della libertà di espressione e di associazione in Egitto e in ogni altro paese – scrivono in un documento -. Di fronte ai risultati dell’inchiesta della Procura di Roma sulle violenze e sulle torture subite da Giulio Regeni per mani di apparati statali egiziani; di fronte agli oltre 1000 morti nelle carceri egiziane dal 2013 ad oggi, ai 60.000 prigionieri politici tra i quali, detenuto da 10 mesi senza processo, Patrick Zaki, il giovane egiziano studente all’Università di Bologna; di fronte a tutto questo, non possiamo tacere”. A rappresentare Terlizzi c’è il consigliere comunale di opposizione Giuseppe Volpe, che oggi, simbolicamente, protocollerà una mozione consiliare per la richiesta di concessione della cittadinanza onoraria del comune di Terlizzi a Patrick Zaki, aderendo all’iniziativa nazionale “100 città con Patrick”.
“L’Italia e l’Europa devono dimostrare la loro fermezza democratica per la tutela dei più elementari ed inalienabili diritti umani; il diritto alla vita, il diritto al giusto processo, la libertà di espressione, la condanna della tortura – continuano gli amministratori -. La difesa di quei Diritti richiede scelte precise, atti concreti, coerenza di comportamenti. Come ha detto il Presidente della Repubblica Mattarella, “l’intangibile dignità della persona è al di sopra di ogni forma di discriminazione e di ogni ordinamento”. Dunque, la dignità e la memoria di Giulio Regeni valgono più di qualsiasi affare; la libertà di Patrick Zaki e un giusto processo valgono di più di qualsiasi rapporto diplomatico. Non possiamo rimanere indifferenti e giustificare che il nostro Paese mantenga le normali relazioni diplomatiche, commerciali e politiche con un regime che fa un uso sistematico e sfrontato della violenza e della tortura ritenendosi impunibile. Chiediamo dunque che venga revocata l’autorizzazione già rilasciata per la vendita di due fregate militari e che vengano accantonate tutte le ipotesi di futuri contratti militari. Chiediamo al governo italiano il richiamo dell’Ambasciatore italiano dall’Egitto la cancellazione degli accordi di cooperazione e vendita di armi con il regime di al-Sisi, revocando l’autorizzazione già rilasciata per la vendita di due fregate militari e che vengano accantonate tutte le ipotesi di futuri contratti militari”.
La rete chiede anche “all’unione europea e ai suoi stati membri di essere coerenti con i principi ed i valori che stanno alla base delle nostre democrazie condizionando accordi e cooperazione al rispetto dei diritti umani e di non derogare o barattare questi principi con interessi di parte”.
Ecco i tredici componenti la rete locale: Addario Felice, Assessore alla città solidale – Corato (Ba); Carminetti Anna, Consigliera comunale Corato (Ba); De Benedittis Giulio, Assessore Bitetto (Ba); de Gennaro Daniele, Consigliere comunale Giovinazzo (Ba); Doronzo Carmine, Consigliere comunale Barletta; Fiorentino Nunzia, Consigliera comunale Giovinazzo (Ba); Mastroviti Sabrina, Consigliera comunale Giovinazzo (Ba); Mele Benedetta, Assessora alle politiche sociali, ambiente, sport Toritto (Ba); Mirra Marta, Assessora alla cultura Toritto (Ba); Rana Silvia, Consigliera comunale Molfetta (Ba); Tambone Eliseo, Consigliere comunale Corato (Ba); Quarto Ruggiero, Consigliere comunale Barletta; Volpe Giuseppe, Consigliere comunale Terlizzi (Ba).
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