Arriva il vino novello del 2020 in 300mila bottiglie

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Stappato il 30 ottobre. La sua apertura si festeggia l’11 novembre, giorno di San Martino, quando i contadini chiudono ritualmente la stagione dei raccolti e fanno il bilancio di un anno di lavoro
Ottima qualità e numeri stabili anche per il vino novello in Puglia che si stappa dal 30 ottobre e deve vincere la sfida delle misure antipandemia con bar e ristoranti chiusi alle 18 e divieto di sagre e fiere.
A darne notizia è Coldiretti Puglia che stima la produzione di un vino prodotto da pochi in 300mila bottiglie e a circa 1,5 milioni di euro di fatturato.
Affinché il vino possa essere chiamato Novello, la legge prevede obbligatoriamente la macerazione carbonica dell’uva per almeno il 30%, mentre il restante 70% può essere vinificato con il metodo tradizionale.
Il novello, poi, è il vino che sancisce da sempre l’avvio delle visite nelle cantine e delle iniziative di promozione del mondo delle vigne e delle bottiglie Made in Italy per un giro di circa 11 miliardi di euro.
Il “déblocage” tricolore – sottolinea la Coldiretti – arriva in anticipo di tre settimane rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese che si potrà invece assaggiare solo a partire dal 19 novembre 2020. Leggero e con bouquet aromatico il “vino da bere giovane” – spiega la Coldiretti – deve le sue caratteristiche al metodo di vinificazione fondato sulla fermentazione carbonica di grappoli integri di uve che vengono poi spremute a distanza di una decina di giorni per un vino delicato che, di solito, si attesta sugli 11 gradi ma che può raggiungere anche i 12.
Il vino novello – continua la Coldiretti – viene consumato soprattutto in abbinamento con i prodotti autunnali come i funghi o le caldarroste, e con salumi e formaggi.
La produzione italiana si basa su uve di qualità Doc e Igt – sottolinea la Coldiretti – e ha quindi registrato lungo la Penisola una rapida espansione toccando il picco di 17 milioni di bottiglie dieci anni fa per poi ritagliarsi una stabile nicchia di consumo con le circa 3,5 milioni di bottiglie attuali.
Il novello, con la tecnica della macerazione carbonica che è più costosa di circa il 20 % rispetto a quelle tradizionali, è un vino dallo stile “spremuto e bevuto” – sottolinea la Coldiretti – con una limitata conservabilità, che ne consiglia il consumo nell’arco di 6 mesi.
La tradizione vuole che l’apertura del novello – conclude la Coldiretti – si festeggi a San Martino, l’11 novembre, giorno in cui da sempre i contadini chiudono la stagione dei raccolti e fanno il bilancio di un anno di lavoro.
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