«Bari crocevia del terrorismo? L’Italia è tra i principali esportatori di armi nel mondo»

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Il centro sociale autogestito Il Fronte dei Ribelli risponde alla nota del deputato terlizzese di Fratelli d’Italia Marcello Gemmato, che ieri ha criticato il sistema di accoglienza dei migranti, di cui Bari è tra i principali hub
Il centro sociale autogestito Il Fronte dei Ribelli replica al deputato Marcello Gemmato, che ieri ha criticato il sistema di accoglienza dei migranti, di cui Bari è tra i principali hub. L’esponente di Fratelli d’Italia ha definito il centro di identificazione del capoluogo pugliese “crocevia del terrorismo internazionale” in relazione al fatto che Brahim Aoussaoui, il terrorista tunisino di 21 anni autore del triplice omicidio avvenuto a Nizza nella chiesa di Notre Dame, è transitato proprio da lì dopo essere sbarcato a Lampedusa il 20 settembre scorso, per poi proseguire verso la Costa Azzurra.
“Fermo restando la nostra condanna per il triplice omicidio”, si legge in una nota, “sono proprio i decreti legge firmati dall’allora ministro Matteo Salvini che hanno bloccato un’accoglienza che ha anche il compito di controllare e formare i soggetti in ingresso in Italia”, osserva Il Fronte. “Infatti questi decreti hanno generato una valanga di persone che ad oggi sono diventate fantasmi e irregolari, ricattabili per le agro-mafie e pericolosi per la diffusione del covid, generando un clima di sostanziale insicurezza. Marcello Gemmato dopo il ritrovamento di un cadavere migrante nelle campagne terlizzesi e dopo l’incendio scoppiato qualche notte fa presso l’ex mobilificio Giancaspro, il luogo che ospita i migranti, dovrebbe avere la decenza di chiamare suo fratello Ninni, sindaco in carica, e chiedergli: ‘ma come gestisci l’accoglienza a Terlizzi?’ Se bene già dal lontano 2016 abbiamo segnalato che qualche migrante potesse morire di freddo o di stenti, l’amministrazione di suo fratello ben poco ha fatto, con delle responsabilità politiche che continuano a pesare”.
“La campagna di criminalizzazione dei migranti che lei lancia, paragonando il fenomeno migrante al terrorismo, lascia il tempo che trova, poiché quando si parla di terrorismo, bisogna anche raccontare di come l’allora governo giallo verde e anche quello attuale, abbiano autorizzato la vendita di armi con paesi destabilizzati del medio oriente e dell’Africa, generando di fatto terrorismo”, continua il comunicato. “Il governo italiano ha armato e continua ad armare stati canaglia come Israele, l’Egitto che ha ucciso il nostro connazionale Giulio Regeni e che continua a detenere illegalmente oltre a Patrick Zaki anche numerosi oppositori politici, la Turchia di Erdogan, che continua la sua assurda guerra contro i curdi – siriani e le minoranze etniche della regione, la Nigeria, dove Boko Haram continua a spargere sangue e terrore e dove non si ha alcun controllo sul fatto che le armi vadano ad armare i terroristi, l’Arabia Saudita che in Yemen secondo i dati forniti da alcune Ong fino ad ora ha provocato decine di migliaia di morti e milioni di persone in fuga”.
“La principale azienda che vende armi in Italia è la Leonardo spa, che è controllata dallo stato italiano al 30%”, puntualizza il centro sociale, che invita l’esponente terlizzese di Fratelli d’Italia a pensare che “i migranti sono prodotti soprattutto dalle guerre che noi riforniamo, ma soprattutto perché alla fine dei conti ci giunge il dubbio, osservando i dati relativi alla vendita delle armi, che i veri terroristi siamo noi che non facciamo nulla per bloccare questo squallido commercio di armi”.
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