Zappatore: «Centrodestra pugliese è solo in apparenza unito, proprio come la maggioranza di Gemmato»

© daniela zappatore
La coordinatrice di Città Civile commenta i risultati delle elezioni regionali, che hanno visto il candidato del movimento Antonio Nunziante mancare l’elezione per un migliaio di voti
Alla riconferma di MichelenEmiliano alla Presidenza della Regione ha contribuito, tra le altre liste, anche Italia in Comune.nIl movimento fondato dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti enrappresentato in Puglia dal primo cittadino di Bitonto MichelenAbbaticchio ha dato un buon apporto di voti alla causa delncentrosinistra, senza però riuscire a eleggere propri candidatinnella massima assemblea pugliese. Una candidatura prestigiosa comenquella di Antonio Nunziante, ad esempio, è rimasta fuori dalnconsiglio per circa 1000 voti, fermandosi poco sotto il fatidiconquorum del 4%. n
L’ex prefetto è statonsostenuto a Terlizzi da Città Civile, la cui coordinatrice DanielanZappatore si dichiara tutto sommato soddisfatta del risultatonelettorale, pur esprimendo rammarico per la mancata elezione.
Abbiamo appoggiatonconvintamente la candidatura di Antonio Nunziante conoscendonenl’integrità morale, la profonda conoscenza dei meccanismi politicined istituzionali ed avendo toccato con mano il suo proficuo impegnonnella precedente legislatura. Sarebbero serviti solo 1000 voti in piùnin tutta la regione per superare la soglia di sbarramento. Davvero unnpugno nello stomaco.
Ci sono affinità tra Italia in Comune e Città Civile?
Italia in Comune è una struttura partitica molto giovane. È nata solo nel 2018. In essanCittà Civile si riconosce perché oltre che mettere al centrondell’azione politica i territori, si fonda su valori quali lancentralità della persona, la legalità, la tutela dell’ambiente enla promozione della bellezza e della cultura, la cittadinanza attiva.nIl risultato elettorale anche per questo ènstato assolutamente positivo ed incoraggiante oltre che esserenimportante per la rielezione di Emiliano. La strada da percorrere ènancora lunga, ma il coraggio di contrapporre al linguaggio dellanpaura, dell’esclusione, dell’indifferenza, dellanmarginalizzazione un linguaggio costruito sulla solidarietà, sullanpartecipazione, sulla condivisione ed attuazione delle buonenpratiche, avrà la meglio.
Si aspettava la vittoriandi Emiliano? Città Civile lo ha sostenuto con convinzione o è statanuna scelta obbligata?
Abbiamo sperato nellanvittoria di Emiliano, che non era affatto scontata. L’ascesa dellenforze sovraniste, populiste, le divisioni del centro-sinistra e lanscelta dei 5 Stelle e di Italia Viva di correre da soli, hanno tenutontutti col fiato sospeso. Mi piace ricordare che Città Civile non ènun partito politico. È un movimento di cittadini attivi che voglionondare, con convinzione e spirito di servizio, il proprio contributonalla crescita del paese ed al benessere dei cittadini. In prossimitàndelle votazioni qualsiasi esse siano, pur collocandoci in un’areandi centro-sinistra, ci confrontiamo, discutiamo, portiamo all’esternonun orientamento di massima, quello maggioritario, ma nel contemponlasciamo libero ciascun aderente di esprimere il proprio voto innscienza e coscienza. La scelta di Emiliano è stata pertanto unanscelta convinta e dovuta per preservare la nostra regione che amiamo.nLasciarla in mano a politici come Fitto, Salvini e Meloni non avrebbenavuto ricadute positive sul nostro territorio. Gli interessi dinquesti politici sono sicuramente altrove. La Puglia intera, terra dinsole, accoglienza, generosità ha mostrato una grande maturità e hanscelto di non tornare indietro, ma di proseguire il cammino dinfioritura già intrapreso.
A proposito delncentrodestra, crede che il risultato delle recenti elezioni dianun’indicazione anche a livello terlizzese, in particolarensull’operato dell’amministrazione Gemmato?
La valutazionensull’operato di Gemmato, che inevitabilmente diventa una valutazionendell’operato di tutta la maggioranza, assessori e consiglierincompresi, è per noi fortemente negativa. Un fallimento totale sunogni fronte. Terlizzi è regredita così come la Puglia in passatoncon Fitto. Abbiamo raggiunto in questi otto anni livelli di degradonanche sociale davvero allarmanti. Recuperare e ricostruire tuttonquesto vuoto, tutto questo buio, tutta questa inefficienza ormainincancrenita sarà un’impresa da supereroi. In eredità questanamministrazione lascerà polvere, macerie e… mattoni.
Le dichiarazioni dinSalvini su Fitto subito dopo il voto hanno messo in evidenza unancerta mancanza di coesione nel centrodestra in Puglia. Lo stesso valenper la maggioranza terlizzese? Solo alcuni giorni fa la consiglieranMariangela Galliani è uscita polemicamente da Fratelli d’Italia. n
Il centrodestra pugliesensi è mostrato formalmente unito, ma ha comunque registrato unansonora sconfitta. Anche a Terlizzi il centrodestra è solo formalmente unito e, oltre che registrare unnrisultato elettorale assolutamente deludente, è in realtà in costante encontinua guerra. Profondamente diviso. Le scelte effettuate per lenregionali ne sono state la dimostrazione lampante. Il grosso problemanè che queste divergenze creano un vergognoso stallo di tutte lenattività necessarie al buon governo della città, che invece hanbisogno di unità di intenti. Si costruisce solo se si è uniti. Ilnvoler necessariamente mantenere le poltrone è da irresponsabili.
Qual è la “road map”nper Città Civile e per tutto il centrosinistra verso le prossimenelezioni?
Il passato deve servire daninsegnamento. L’unica strada è quella dell’unità e CittànCivile ha sempre lavorato perché si realizzasse. Il percorso era giàntracciato nel 2017 quando il centrosinistra era già maggioranzanavendo raccolto oltre il 66% dei consensi e per Città Civile restantracciato. Serve, però il coraggio di scrollarsi di dosso glinatavici familismi, i personalismi vuoti, i protagonismi deleteri.nCittà Civile ha voglia di camminare, di continuare a dare il proprioncontributo, di mettersi in gioco, di provare a costruire cose belle.nNon vogliamo stare a guardare in attesa che le cose cambino da sole.nAbbiamo idee, progetti, professionalità e competenze da mettere alnservizio del paese. La mappa deve essere poi ridisegnata partendonanche da un cambio generazionale. Terlizzi è una fucina di giovaninimpegnati e capaci che potrebbero fare tanto bene. Per tutti.
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