La Diocesi ricorda l’incendio del Carro Trionfale con una “pietra di inciampo” al Lamione

© associazione festa maggiore
Nella notte tra il 21 e il 22 agosto del 1991 la macchina da festa fu incendiata, suscitando lo sdegno della comunità locale, nonché l’intervento deciso di don Tonino contro la criminalità e l’illegalità
Prosegue la tradizione diocesana di porre “pietre di inciampo” in luoghi emblematici dell’episcopato di don Tonino Bello.
L’idea, nata in occasione del 25° dies natalis del Servo di Dio don Tonino Bello, si è concretizzata per la prima volta presso la parrocchia Sacra Famiglia di Ruvo di Puglia, dove si è omaggiato il “Fratello Marocchino” in memoria dell’impegno profuso nei confronti dei primi immigrati africani, ed è proseguita con “L’ultimo sguardo“, pietra collocata all’esterno del santuario ruvese della Madonna delle Grazie, un richiamo al momento del decesso del grande pastore, avvenuto il 20 aprile del 1993, con lo sguardo rivolto alla Vergine.
Le prossime due pietre saranno poste a Giovinazzo e Terlizzi. Oggi alle ore 18 nel piazzale antistante la stazione di Giovinazzo sarà benedetta la pietra “Accanto agli Operai”, a ricordo di quel 15 febbraio 1983 in cui il vescovo, da pochissimo insediato in Diocesi, prese posizione in favore degli operai delle Acciaierie che protestavano occupando i binari della ferrovia.
Sabato 22 agosto, alle ore 19, davanti alla Chiesetta di Santa Maria della Stella, a Terlizzi, sarà la volta della pietra “L’incendio del Carro”.
La pietra sarà installata presso il “lamione”, spazio in cui viene tradizionalmente allestito il Carro Trionfale, dove nella notte tra il 21 e il 22 agosto del 1991 la macchina da festa fu incendiata, suscitando lo sdegno della comunità locale, nonché l’intervento deciso di don Tonino contro la criminalità e l’illegalità.
L’iniziativa è stata curata dall’Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi in collaborazione con la Vicaria di Giovinazzo e di Terlizzi e con le rispettive Amministrazioni comunali.
I due momenti saranno presenziati dal vescovo Cornacchia e dai rispettivi sindaci delle città Tommaso Depalma e Ninni Gemmato. L’invito ad essere presente è rivolto a chiunque lo desideri, soprattutto a quanti hanno vissuto personalmente gli eventi ricordati.
“Non si tratta di ulteriori monumenti, ma di semplici segni – targhe in plexiglass formato A4, fissate su pietra naturale – che recano il titolo e un qrcode che invita a guardare il breve documento video, realizzato da TV 2000 in collaborazione con l’Ufficio Comunicazioni sociali della Diocesi – si legge in un comunicato della Diocesi -. Pietre d’inciampo, appunto, segni che invitano sì a fermarsi e fare memoria, ma che sollecitano a farne memoriale, cioè ad attualizzarne il contenuto e le scelte”.
Il progetto – fa sapere la Curia – proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori pietre collocate a Molfetta e ancora nelle altre tre città della Diocesi.
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