Gli ambulanti: «Vogliamo lo status di “categoria disagiata”»

© ninni gemmato
Il direttore dell’Ufficio nazionale di CasAmbulanti, Savino Montaruli, dichiara che, dalla riapertura, è stato registrato un calo nelle vendite che arriva a sfiorare il 70%, rispetto al periodo precedente la pandemia
L’Osservatorio di CasAmbulanti Puglia ha fatto un’analisi economica sull’andamento dei mercati settimanali dopo la riapertura avvenuta, in diverse date, dalla fine del lockdown.
Gli incassi non rispecchiano l’entusiasmo della ripartenza, ma è necessario tener conto anche della cautela delle persone nell’acquistare beni.
Il direttore dell’Ufficio Amministrativo nazionale, Savino Montaruli, dichiara: «Sapevamo che la ripartenza sarebbe stata drammatica. La condizione debitoria pregressa; gli investimenti non ammortizzati a causa della brusca e inattesa interruzione delle attività mercatali; l’incertezza del futuro e anche quella relativa all’andamento epidemiologico della situazione sanitaria sono elementi che determinano conseguenze inimmaginabili.
In queste settimana di ripartenza dei mercati, stiamo registrando cali delle vendite che arrivano persino a sfiorare il 70%. È un dato drammatico con cui fare i conti. Le scadenze rimandate o prorogate di tasse e tributi locali sono in arrivo, mentre moltissimi impegni economici già scaduti non sono stati da molti onorati.
Un crescente livello di indebitamento di cui farsi carico ma le Istituzioni spesso sono assenti, deboli, inconsistenti e lontane dai problemi reali delle persone, delle imprese.
La politica è tutta impegnata a fare propaganda di se stessa chiudendo gli occhi di fronte ad una realtà che richiederebbe efficienza, immediatezza e interventi concreti. Pretenderemo il riconoscimento dello status di “Categoria Disagiata” da parte della Regione Puglia in modo da poter accedere a forme di intervento mirate e dedicate agli ambulanti che rappresentano un valore che non possiamo veder disperso.
Intanto, si stima che potrebbe superare la soglia del 30% il numero degli ambulanti pugliesi che da 2021 potrebbe decidere di lasciare questo antico mestiere».
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