Scuola e floricoltura, le proposte del Pd

La Redazione
mercato dei fiori

La sezione terlizzese dei dem interviene su due ambiti messi in crisi dall’attuale congiuntura sanitaria ed economica

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Il Partito Democratico di Terlizzi interviene su scuola e mercato dei fiori, due ambiti messi fortemente in crisi dall’attuale congiuntura sanitaria ed economica.

In particolare, in virtù dei numerosi bandi e finanziamenti regionali pubblicati per interventi urgenti e necessari sugli edifici pubblici e, segnatamente, sulle scuole, la segreteria del partito “chiede all’Amministrazione Comunale di approfittare della chiusura dei plessi scolastici per eseguire lavori di messa in sicurezza e ammodernamento. Una intelligente programmazione dell’attività amministrativa e di manutenzione dei plessi scolastici devono essere solide basi per un’amministrazione seria, responsabile, competente, lungimirante. A questo punto chiediamo apertamente al sindaco e alla sua maggioranza di esporre alla città il Piano Scuole, dettagliato per ogni singolo edificio scolastico, con l’entità del finanziamento dedicato e lo stato dei lavori (data prevista e/o effettiva di inizio e fine lavori). Le famiglie terlizzesi e gli operatori scolastici vanno rispettati evitando gli innumerevoli disagi a cui sono stati sottoposti in particolare negli ultimi tre anni”.

Per quanto riguarda il mercato dei fiori, i democratici esprimono naturale soddisfazione per la riapertura delle attività florovivaistiche dal 5 maggio scorso, sia pure negli spazi esterni della struttura. Ma colgono anche l’occasione per proporre alcune soluzioni alla crisi economica del settore, tra i più importanti dell’economia terlizzese.

“La Regione Puglia ha adottato rilevanti provvedimenti a sostegno del settore florovivaistico, che figura tra i più colpiti dalle misure di contenimento del Covid 19 – si legge nella nota del Pd -. Si tratta una importante delibera che la Puglia ha approvato per far fronte alle difficoltà di uno tra i settori maggiormente vessati dalla crisi. La Giunta Regionale ha emanato una delibera per costituire un fondo di 2 milioni di euro da destinare agli indennizzi dei floricoltori che hanno dovuto interrare il proprio raccolto. I produttori del settore hanno infatti comunicato la volontà all’Agenzia delle Entrate e al Corpo della Guardia di Finanza, di distruggere merce che è rimasta invenduta, a causa della chiusura del mercato dei fiori. Ieri abbiamo voluto ascoltare la voce di un produttore locale coinvolto in prima persona in questa vicenda”.

Gli esponenti del comparto – testimonia il Pd – chiedono alle istituzioni locali “ulteriori provvedimenti, dato che con la riapertura del mercato comunale, il sindaco ci sta permettendo di vendere, ma dal momento che la crescita delle piante non si ferma davanti alla pandemia, abbiamo perso una ingente quantità di denaro in seguito ai costi fissi da sostenere per la produzione programmata dal mese di dicembre. Perciò chiediamo al Governo Regionale la creazione di un fondo perduto, consci del fatto che i veri danni si vedranno non ora ma a distanza di qualche mese”.

La reclusione forzata e le limitazioni conseguenti all’emergenza Coronavirus hanno fatto saltare molte celebrazioni che avrebbero dato linfa al settore, come le comunioni, le cresime e i matrimoni, i quali – affermano ancora i floricoltori – “sono fonti di nostre maggiori entrate, proprio nei mesi di piena attività che vanno da aprile a giugno. Inoltre non potendo fare una previsione sulla richiesta del prodotto c’è il pericolo che ci sia una eccessiva offerta rispetto alla ridotta domanda e quindi riduzione del prezzo conseguente”.

In questi giorni, con la festa della mamma, la categoria auspica di cominciare a “rimettersi in piedi e che la ripresa del commercio dei fiori sia duratura e non circoscritta. Ci auguriamo che questo sia solo l’inizio e che dia modo a tutte le categorie di lavoratori, bar, parrucchieri, e attività commerciali di ogni tipo di ricominciare a vivere”.

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