Le richieste degli operatori economici cittadini al sindaco: «Non aumenti le tasse locali»

La Redazione
Coronavirus

​Lo scorso 15 aprile i rappresentanti delle organizzazioni economiche presenti sul territorio hanno avuto un confronto con i consiglieri comunali dell’opposizione

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Lo scorso 15 aprile i rappresentanti delle organizzazioni economiche presenti sul territorio – Biagio Berardi per la Confesercenti, Tiziano Scagliola per Coldiretti e Giuseppe De Noia per la Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) – hanno avuto un confronto (rigorosamente in teleconferenza) con i consiglieri comunali dell’opposizione a proposito delle prospettive legate all’emergenza Coronavirus.

“L’esigenza dell’incontro, nasce dalla impossibilità da parte delle organizzazioni economiche di interloquire con l’amministrazione comunale al fine di affrontare con le dovute determinazioni il problema della ricaduta negativa sull’economia locale e sulle eventuali misure da adottare per attutire le perdite subite e porre le premesse per una ripresa economica”, si legge in un comunicato stilato a consuntivo dell’incontro.

“Sarebbe opportuno che in questi momenti straordinari si possa amministrare la cosa pubblica in modo collegiale, pur rimanendo ognuno nel proprio ruolo, per il raggiungimento del bene comune, la tutela della salute pubblica e la ripresa dell’economia cittadina”, continuano i rappresentanti, che prendono “atto della situazione catastrofica del settore florovivaistico per le ingenti quantità di prodotti mandati al macero e per la notevole perdita economica subita, in una stagione come questa in cui dovevano cominciare le vendite dei prodotti per i quali durante l’inverno erano stati sostenuti i costi”.

Preoccupano anche “le grandi difficoltà delle piccole e piccolissime aziende commerciali, artigianali e dei servizi, chiuse per legge dello Stato, nella gestione del quotidiano con costi che sono rimasti immutati a fronte di zero incassi” e i “gravi disagi imputabili alla perdita di lavoro, all’esaurimento delle poche risorse economiche individuali e all’impoverimento generale di grossi strati sociali”.

Per questo motivo le organizzazioni di categoria ritengono “urgente e necessario che si insedi un tavolo tecnico presso la Commissione Affari Istituzionali che si riunisca periodicamente per l’assunzione di iniziative che contribuiscano a dare una risposta concreta e tangibile a quanti, in questo periodo, sono in difficoltà”.

Le organizzazione di settore chiedono un preciso “impegno da parte dell’amministrazione comunale, in sede di redazione di bilancio di previsione 2020, a non apportare aumenti ai tributi locali, contenendoli al massimo e a non apportare variazioni alle aliquote Imu previste per l’anno 2020; che si dia immediata apertura al mercato dei Fiori per consentire piccole transazioni e vendite anche a privati; che si dia immediata apertura al cimitero per dare la possibilità di una commercializzazione dei prodotti floricoli; che gli operatori commerciali del Mercato dei Fiori ed i Fioristi detentori dei Box vengano esentati dal pagamento del Plateatico, della Tari/Tarsu e dei Fitti dei Box per il periodo dal primo marzo fino al 31 dicembre 2020 e che nel contempo venga rimodulata, differenziandola, la Tari/Tarsu tra i detentori dei box ed altri operatori”.

Si chiede altresì la concessione dell’”esenzione totale per il periodo 01.03.2020 – 31.12.2020 dei tributi locali (Tari, Tosap, Tarsu) per gli operatori commerciali/artigianali per i quali la normativa statale ha imposto la chiusura; per le attività del Mercato settimanale, impossibilitate ad esercitare l’attività, esenzione dal pagamento dei Tributi locali per il periodo di chiusura” e la “sospensione dei tributi locali per la generalità dei cittadini fino al 30 settembre prossimo, con possibilità di chiedere rateizzazioni, a partire dalla stessa data, per somme pregresse senza applicazioni di sanzioni ed interessi”.

“Noi riteniamo, sulla base di queste indicazioni, di avviare una discussione seria ed approfondita, tra la gente, tra le forze politiche, economiche, sociali e culturali presenti a Terlizzi e di avviare un dibattito concludente in Consiglio Comunale perché per noi rimane sempre la massima espressione Istituzionale della nostra comunità”, è la conclusione del documento.

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