Coronavirus, una nave Msc ferma da un mese nel porto di Dubai: nell’equipaggio ci sono pugliesi

La Redazione
Tra loro ci sono lavoratori originari della provincia di Bari - Bitonto

A bordo dell’imbarcazione da crociera ci sono tanti marittimi originari della nostra provincia che attendono da settimane di poter rientrare in Italia. Le dichiarazioni ufficiali della compagnia

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Una nave della Msc, la Bellissima, è ferma da circa un mese nel porto di Dubai, negli Emirati Arabi.

A bordo dell’imbarcazione da crociera ci sono tanti marittimi italiani, circa quaranta secondo le stime, che attendono da qualche settimana di poter rientrare in Italia. Tra loro ci sono lavoratori originari della provincia di Bari – Bitonto, Molfetta, Cerignola – e di Foggia, che stanno comunicando regolarmente con i loro familiari in Italia, esprimendo la loro comprensibile frustrazione, esasperata dal fatto che il loro contratto stagionale è scaduto il primo aprile scorso.

Al momento i membri del’equipaggio restanti sono infatti costretti a restare nelle loro cabine, impossibilitati a mettere piede a Dubai perché non hanno il via libera dell’autorità locale a causa delle restrizioni legate all’emergenza Coronavirus. L’aeroporto locale, ad esempio, è stato chiuso a lungo chiuso: molti voli commerciali verso l’Europa sono stati infatti cancellati dalla governance aeroportuale in via cautelare. Uno dei motivi di questa situazione è il fatto che almeno uno dei passeggeri della nave – un membro dell’equipaggio – è stato trovato positivo al Covid-19 dopo essere sbarcato (ma secondo altre fonti giornalistiche ci sarebbero anche alcuni croceristi trovati positivi al virus una volta tornati a casa). In conseguenza di ciò la dirigenza della Msc ha disposto l’isolamento preventivo di “un numero limitato di marittimi che erano entrati potenzialmente in contatto con la persona contagiata, come prescrivono sia i protocolli sanitari della Compagnia sia le direttive internazionali”. Da questo momento le operazioni di sbarco sono diventate naturalmente più complicate e si sono giocoforza rallentate.

TerlizziLive ha interpellato in merito l’ufficio stampa di Msc Crociere, che ha gentilmente fornito la propria versione sugli eventi avvenuti dal marzo scorso ad oggi in relazione alla nave Bellissima. La compagnia ha annunciato di aver finalmente intrapreso le operazioni preliminari allo sbarco: “il rientro dei marittimi italiani da Dubai è stato individuato il 21 aprile – dichiara Msc -. In tempi brevissimi, quindi, i membri dell’equipaggio destinati a partire con tale volo verranno sottoposti – come richiesto dalle autorità locali, prima di potersi imbarcare su aerei di linea – ai test sanitari presso le strutture mediche ubicate nel terminal crociere di Dubai; test che impiega 72 ore per ottenere risultati”. Di seguito riportiamo il comunicato stampa integrale di Msc Crociere.

Nonostante una situazione straordinariamente complessa a livello globale, dovuta alla eccezionale diffusione che sta conoscendo la pandemia da Covid-19, Msc Crociere si sta adoperando in ogni modo – e sta compiendo il massimo sforzo possibile – per facilitare il rientro a proprie spese, nei rispettivi paesi di residenza, dei marittimi che si trovano ancora bordo delle sue navi, indipendentemente dalla loro nazionalità. Tale sforzo viene fatto tenendo necessariamente conto dei seguenti fattori, che rendono la situazione ancor più difficoltosa:

  • la limitatissima disponibilità di voli aerei e di posti sugli aeroplani, motivo per cui in molti casi sono stati organizzati voli charter a spese della Compagnia;
  • le linee guida in materia sanitaria disposte dai paesi di destinazione, che non di rado si sono persino rifiutati di permette il rientro dei propri concittadini, senza però fornire alcuna giustificazione;
  • le linee guida in materia sanitaria disposte dai paesi nei quali si trovano attualmente i marittimi, che variano spesso in maniera repentina e senza preavviso.

Nel caso di Msc Bellissima, va sottolineato che l’aeroporto di Dubai è stato inizialmente chiuso, a causa delle restrizioni governative locali, rendendo così impossibile il rimpatrio – a spese della Compagnia – dei marittimi, ancora a bordo della nave, non sono attualmente impiegati nelle attività di mantenimento in esercizio della nave stessa. Da quando l’aeroporto è stato riaperto, pochi giorni fa, Msc Crociere è incessantemente al lavoro per trovare – tra i pochissimi voli tornati nuovamente disponibili, ma la cui fruibilità cambia purtroppo in continuazione – quelli più idonei al rientro dei propri marittimi, concordando tutto con le autorità competenti, sia locali sia dei paesi di destinazione.

Il prossimo volo disponibile per il rientro dei marittimi italiani da Dubai è stato individuato il 21 aprile. In tempi brevissimi, quindi, i membri dell’equipaggio destinati a partire con tale volo verranno sottoposti – come richiesto dalle autorità locali, prima di potersi imbarcare su aerei di linea – ai test sanitari presso le strutture mediche ubicate nel terminal crociere di Dubai; test che impiega 72 ore per ottenere risultati. I marittimi coinvolti sono stati già avvisati dalla Compagnia, che fornisce quotidianamente a tutto l’equipaggio informazioni sulla situazione di bordo, sullo stato di salute dei marittimi e sull’andamento generale della situazione.

A bordo di Msc Bellissima non vi è, al momento, nessuna persona positiva al Covid-19. Tuttavia, essendo un membro dell’equipaggio risultato positivo al test – molti giorni dopo essere sbarcato e rientrato a casa – Msc Crociere ha deciso, in via precauzionale, di porre comunque in isolamento preventivo un numero limitato di marittimi che erano entrati potenzialmente in contatto con la persona contagiata, come prescrivono sia i protocolli sanitari della Compagnia sia le direttive internazionali. Alcuni membri dell’equipaggio sono stati posti quindi in isolamento e fatti alloggiare in cabine singole e con balcone, in attesa di rientrare a casa. Tale misura, insieme al test pre-sbarco fatto ai marittimi che non sono stati messi in quarantena o che hanno concluso la quarantena senza complicazioni, è stata decisa sia per tutelare la salute dell’intero equipaggio, sia per senso di responsabilità nei confronti delle persone con le quali i marittimi verranno a contatto nel viaggio di rientro e una volta giunti a casa.

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