“Parapiglia”, il diario collettivo della quarantena

© n. c.
Il senso del progetto – raccontano gli ideatori – è quello di “costruire un oggetto di quotidiana memoria collettiva condividendo con gli altri i racconti delle proprie giornate, delle proprie paure e felicità quotidiane”
In questi tempi di forzata reclusione è utile riscoprire forme di racconto che non siano le solite rappresentazioni audio-video, più o meno scherzose e quasi sempre veicolate attraverso i social network. Questo ha dato ispirazione ad alcune cittadine terlizzesi per concepire un originale progetto narrativo teso a rivalutare il senso della parola come mezzo di condivisione e di immaginazione in questo periodo di emergenza e di relativo isolamento. Lo scopo è quello di creare una sorta di gioco-diario collettivo della quarantena, denominato “Parapiglia”.
“In questo tempo straordinario stiamo creando un oggetto di memoria collettiva in cui raccontare quello che ci sta succedendo, in cui incrociare il piccolissimo mondo domestico di ciascuno e di ciascuna con l’evento pandemico che c’è intorno a noi. Il mezzo è la scrittura – si legge in un comunicato -. Questo diario collettivo si chiama Parapiglia, i racconti del dentro e del fuori, e funziona così: si scrive nei giorni dispari (ma certi indisciplinati scrivono anche nei giorni pari), si scrive un breve racconto-pagina di diario-poesia sulla giornata, sulle cose straordinarie e ordinarie che succedono, dentro e fuori. A fine settimana i partecipanti ricevono, per mail, i racconti anonimi di tutti gli altri. C’è una custode di questo patrimonio di parole che manda le mail, raccoglie e sistema il materiale, alle volte, sollecita la scrittura con qualche suggestione”.
L’iniziativa è giunta alla quarta settimana e – raccontano i suoi ideatori – ci sono circa 50 partecipanti tra chi legge e chi scrive. Il senso di “Parapiglia” è quello di “costruire un oggetto di quotidiana memoria collettiva”. “Molti, potendo condividere con altri, i racconti delle proprie giornate, delle proprie paure e felicità quotidiane, si sentono meno soli – osservano ancora gli organizzatori del progetto -. L’insieme di tutti i parapiglia sta diventando un magma in cui si mischiano cose piccole piccolissime e cose grandi grandissime”.
Per partecipare a questo gioco narrativo si può mandare una mail (qualcuno sta partecipando anche con fotografie) all’indirizzo donatella.azzollini@gmail.com.
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