Un’azienda terlizzese dona cinquemila euro all’ospedale “Giovanni XXIII” di Bergamo

La Redazione
ospedale giovanni xxiii bergamo

L’iniziativa di Arturo Falcone, imprenditore terlizzese titolare della Aquariumline, azienda con 20 dipendenti, che ha aderito al crowfunding lanciato da una onlus in favore della struttura ospedaliera

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Lo spirito di coesione è importante per superare un momento difficile come questo, che non ha forse precedenti nella storia della Repubblica.

La diffusione del coronavirus sta mettendoa durissima prova non solo la sanità, ma l’intero tessuto socioeconomico della Lombardia, soprattutto nella provincia di Bergamo, tra le principali “zone rosse” dello Stivale.

L’ospedale “Giovanni XXIII” del capoluogo lombardo, vero e proprio fronte aperto di questa guerra invisibile, ha attivato in proposito una raccolta fondi per sostenere la propria attività, gravemente compromessa dalla mancanza di respiratori e dalla quotidiana necessità di risorse. Il progetto, lanciato dalla onlus Cesvi, intende finanziare, tra le altre cose, soprattutto la sicurezza del personale, l’acquisto di respiratori e il trasferimento dei pazienti.

Un’azienda terlizzese, la “Aquariumline”, ha deciso di donare ben cinquemila euro per contribuire alla causa. Il proprietario dell’azienda, Arturo Falcone, spiega a TerlizziLive che il suo desiderio è quello di ispirare “altre persone a fare altrettanto. Ci siamo sentiti in dovere di supportare la loro campagna in quanto è una delle strutture ospedaliere più provate in questo momento in Italia”.

L’attività è nata nel 1997 come semplice negozio di animali ma, come si evince dal nome, oggi commercializza acquari on line ed è quel che si può definire un leader nel settore, con venti operai. “Ho avviato la mia piccola attività nel 1997 come negozio pet ma la mia passione di acquariofilia mi ha portato ad avviare un attività di vendita online nel 2004”, afferma Falcone. “Non avendo altri strumenti per contrastare l’emergenza Covid-19”, si legge sul sito della Aquariumline, l’azienda ha deciso di esprimere così “la sua vicinanza alle persone ammalate, ai loro familiari, a tutto il personale ospedaliero in prima linea, alla Protezione Civile, al nostro governo e a tutti gli italiani”.

Al momento la raccolta dell’ospedale bergamasco supera i cinquecentomila euro: ottantamila sono già stati destinati all’acquisto di una fornitura di presidi di sicurezza personale, come i camici, le mascherine e i guanti. Parte dei versamenti verrà utilizzata per acquistare invece i respiratori, dispositivi essenziali per il trattamento clinico degli ammalati. Un’ultima porzione servirà a trasferire una parte dei pazienti dal “Giovanni XXIII” alla Fiera di Bergamo, dato che l’ospedale è ormai pieno. Per partecipare al crowfunding si può visitare il sito www.cesvi.org.

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