Città Civile: «Grave che l’amministrazione proceda a fari spenti sulla centrale a biomasse»

La Redazione
Città Civile: «Grave che l'amministrazione proceda a fari spenti sulla centrale a biomasse»

Vitagliano: «C’è poca trasparenza e condivisione su temi che oggi sono peraltro agenda quotidiana per il nuovo millennio, dal più piccolo villaggio alle priorità delle Nazioni Unite»

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Si è tenuta nella serata di ieri la conferenza stampa indetta da Città Civile per cominciare a discutere, e condividere con la cittadinanza, il progetto di realizzare una centrale di produzione di metano attraverso le biomasse, anticipato dal movimento civico domenica scorsa e confermato a stretto giro di posta dall’amministrazione comunale, che ha programmato a sua volta un incontro in merito per il 13 gennaio.

L’impianto dovrebbe essere costruito da Sorgenia, colosso energetico, in strada Monserino, nei pressi della via per Mariotto e in prossimità della strada Appia Traiana.

Introducendo il confronto Pasquale Vitagliano, fondatore del movimento politico, ha messo in rilievo come la giunta Gemmato abbia portato avanti per molto tempo il progetto a fari spenti, sottotraccia, senza dare alla comunità possibilità di dibattito e discussione, almeno fino all’indiscrezione rivelata l’altro giorno da Città Civile.

“L’amministrazione afferma che Sorgenia abbia avanzato una semplice istanza al Suap, ma ci risulta che il progetto sia in stato piuttosto avanzato – afferma l’ex candidato sindaco -. Noi non contestiamo peraltro l’idea di costruire una centrale in sé – non abbiamo le competenze per esprimerci in maniera univoca in merito -, ma la mancanza di trasparenza e condivisione su temi che oggi sono peraltro agenda quotidiana, dal più piccolo villaggio alle priorità delle Nazioni Unite per il nuovo millennio. Rivendichiamo un metodo. Se non ci fosse stata la notizia della nostra conferenza stampa l’amministrazione non avrebbe tempestivamente organizzato la conferenza del 13 gennaio. Stando a quel che ci risulta Sorgenia pensava a un incontro con la comunità e i portatori di interessi da molto tempo, ma questo non è si è mai tenuto. Ci chiediamo il perché di questi sensi alternati. Ricordo ci sono state e ci sono da parte di questa amministrazione ben altre levate di scudi su altri temi. Su questo centrale notiamo molto silenzio: molti sanno ma non bisogna disturbare il manovratore”, sintetizza Vitagliano.

La segretaria del movimento Daniela Zappatore afferma che “la partecipazione per Gemmato è solo un orpello. Si fa partecipazione solo quando non si può farne a meno, come si è visto. Hanno pubblicizzato l’incontro sulla centrale del 13 gennaio solo dopo la nostra conferenza stampa… Invece una amministrazione matura dovrebbe mettere al centro i cittadini, che devono avere la possibilità di esprimere il proprio parere, capire. A Terlizzi ci sono molti veli, dobbiamo portare luce e metodi di lavoro diversi. C’è una cultura del sottobanco che va sradicata. Molti, quando abbiamo indetto questa conferenza, si sono allarmati per alcune parole che abbiamo usato: impatto ambientale e megacentrale. Ma i cinque, sei, sette ettari di cui si parla, in una zona incontaminata e a valenza storico-paesaggistica, non ci sembrano pochi, in una città che già, peraltro, si distingue per elevato consumo di suolo”, rileva Zappatore, che sottolinea anche: “Non esprimiamo giudizio su centrale perché non abbiamo competenze, né abbiamo documentazione. Nostra unica preoccupazione è quella di iniziare un dibattito serio. E non ho paura di dire che ci sono zone grige anche in queste centrali green”.

Vito D’Amato, consigliere di opposizione di Cc subentrato nel giugno scorso proprio alla Zappatore, ritiene fondamentale la questione di metodo, pertinente ai modi e ai modelli di decisione usati dall’amministrazione: “Il loro comunicato è stato una reazione. Da consigliere comunale in carica io non sapevo nulla di questo progetto e questo è molto grave perché sono un amministratore. Da mesi, in realtà, c’è una interlocuzione tra Sorgenia e parti di questa amministrazione e molti di noi non sono stati coinvolti, neanche per la costituzione di una eventuale commissione”.

Giampaolo Sigrisi, altro consigliere di area, ribadisce: “Non siamo informati di quanto accade in città. Sono basito, non è possibile che nessuno sappia nulla, o che pochi sappiano e non parlino. L’amministrazione Gemmato-Ruggiero fa tutto fa tranne che tutelare consiglio, siamo continuamente bistrattati e ignorati, si procede sempre in questo modo. Ci vorrebbe maggiore rispetto istituzionale da parte del presidente del consiglio comunale e del sindaco”.

In chiusura di incontro Vitagliano torna a ripetere che Città Civile non ha pregiudiziali sulla realizzazione della centrale – né a favore, né contro – “ma a me interesserebbe capire, ad esempio, di chi siano i terreni su cui l’impianto dovrebbe essere costruito e come si è arrivati a scegliere quel posto, che a quanto risulta è di rilevanza paesaggistica”.

Al termine della conferenza stampa Città Civile annuncia ad ogni modo la volontà di seguire da vicino, e con maggiore approfondimento tecnico, la questione e di partecipare agli eventi con cui l’amministrazione intenderà pubblicizzare e discutere nelle prossime settimane il progetto di Sorgenia. Incontri che D’Amato auspica siano “tanti, perché la città ha bisogno di capire”.

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