Agricoltura Progresso, chiuso il 2019 con 40mila quintali di olive lavorate

© Terlizzilive
La coop terlizzese annuncia per l’annata in corso un nuovo record storico di conferimenti e fatturato
La Cooperativa Agricoltura Progresso chiude il 2019 con oltre 40 mila quintali di olive lavorate e annuncia per l’annata in corso un nuovo record storico di conferimenti e fatturato.
Così l’agronomo della coop, Michele Volpe: “Mi preme ringraziare in primis tutti gli operatori impiegati nella coop e il presidente, che sono impegnati in prima linea in una gestione frenetica dei processi interni al frantoio, con un impianto che da più di un mese è attivo 24 ore su 24 con un apporto di prodotto che va oltre i 1000 quintali conferiti al giorno”.
Per Volpe il risultato raggiunto “è una conferma del notevole incremento del sistema agroalimentare Italia in generale e di quello pugliese in particolare, che vede un risultato positivo soprattutto grazie all’olio che registra in termini di export un + 21%”.
Il ruolo delle cooperative è fondamentale per il sistema olivicolo pugliese, che “non registra un crollo dei prezzi, legato alla sovrapproduzione, solo grazie al lavoro importante e significativo di tante realtà presenti sul territorio che restano il vero ammortizzatore sociale in questo settore strategico della nostra regione; e questo nonostante la persistenza di una problematica sistemica di ritardo sul rinnovamento e potenziamento degli impianti tecnologici delle strutture di trasformazione”.
Agricoltura Progresso – continua l’agronomo – “sta potenziando la parte commerciale per estendere le vendite sia in Italia che all’estero e quindi sta valutando l’opportunità di potenziare la sua «mission» partecipando a diversi eventi sia all’estero che in Italia, oltre all’elaborazione di altri modelli e canali di commercializzazione. È già un bel risultato che dovrebbe già garantire un aumento di fatturato per la nostra coop, anche se vorrei che a livello culturale i tanti agricoltori comprendessero che la cooperazione non è un paracadute, ma un’opportunità commerciale da cogliere e che non si viene a conferire in coop solo quando i prezzi crollano, ma anche quando i prezzi sono alti”.
“Abbiamo già dimostrato – conclude Volpe – con i prezzi di liquidazione degli anni passati che la cooperazione conviene e che vendere le olive significa solo «regalare sudore, sangue e soldi» a quelli che ci speculeranno sopra”.
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