Coldiretti: la burocrazia in Puglia ruba 120 giorni all’anno al lavoro agricolo

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Ritardi, inadempienze e scaricabarile nella gestione regionale di PSR e Xylella hanno fatto perdere competitività alle imprese agricole e alle filiere agroalimentari della Puglia
La burocrazia ruba fino a 120 giorni all’anno al lavoro in azienda ma soprattutto frena con le inefficienze l’avvio di nuove attività e l’ingresso di giovani nell’attività di impresa di cui la Puglia ha enorme bisogno per crescere. È quanto emerso nel corso della conferenza stampa di fine di anno di Coldiretti Puglia, in cui è stato tracciato il bilancio dell’annata agraria 2019, dove mancanze, ritardi, inadempienze e scaricabarile nella gestione regionale di PSR e Xylella hanno fatto perdere competitività alle imprese agricole e alle filiere agroalimentari della Puglia.
“Quanto sta accadendo sul PSR in Puglia è molto preoccupante. La spesa dei fondi comunitari del PSR è ferma al 23 %, la più bassa d’Italia, dove spendere non significa bandire o emettere decreti di pagamento, piuttosto far arrivare materialmente le risorse alle imprese agricole”, ha denunciato Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. “L’impegno di responsabili di misura e istruttori va sostenuto, dopo gli errori regionali di programmazione e gestione e l’eventuale avanzamento nei pagamenti sarà merito loro. Non basterà però a scongiurare che sullo sviluppo rurale la Regione perda decine di milioni di euro di fondi comunitari”, ha attaccato il presidente Muraglia che parla di ‘fallimento per non aver voluto rifare le graduatorie solo dopo aver completato le istruttorie in maniera puntuale, anzi peggiorando la situazione con modifiche ai criteri di accesso a bandi pubblicati nel 2016, con un effetto boomerang che ha aperto la strada ad ulteriori ricorsi alla giustizia amministrativa, con il ricorso del presidente del Consiglio regionale Loizzo alla Procura della Repubblica”.
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