Il comitato #ninìcalalapasta lancia una petizione per l’attivazione di mensa e trasporto scolastici

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La sottoscrizione ha raggiunto in una giornata più di 230 adesioni
Più di 230 firme in una sola giornata.
E’ la quota raggiunta dalla petizione lanciata sulla piattaforma www.change.org dal comitato informale #ninicalalapasta, capofila dei malumori delle famiglie terlizzesi per la mancata attivazione della mensa e del trasporto nelle scuole statali, d’infanzia e primarie, comunali.
L’appalto della mensa, in particolare, è stato affidato il 3 ottobre scorso a un’azienda napoletana, la Capitol srl, che si è aggiudicata la gara imponendosi in graduatoria sul precedente affidatario, Pastore, ma il servizio non è ancora partito, a più di un mese e mezzo dall’inizio delle lezioni.
Soltanto alcuni giorni fa il sindaco aveva rotto il silenzio in proposito, comunicando che la mensa sarebbe stata attivata molto probabilmente nella prossima settimana, dal 4 novembre. Ma le rassicurazioni non hanno convinto il gruppo, che ha creato la sottoscrizione on line reclamando un “atto di rispetto verso i genitori terlizzesi”.
“In un recente post, il sindaco Ninni Gemmato, già responsabile dei ritardi dello scorso anno e di quello degli anni precedenti, aveva affermato che i servizi (seppur a domanda individuale) sarebbero partiti il 4 novembre”, scrive il comitato spontaneo, che sottolinea che “non esiste alcun atto ufficiale e formalmente assunto che dia spiegazioni di questo disservizio. Le famiglie, in modo particolare quelle in cui entrambi i genitori lavorano, brancolano nel buio e si barcamenano cercando di conciliare esigenze familiari e lavorative”.
Per il gruppo un simile “atteggiamento amministrativo denota scarsa capacità di programmazione, di gestione e di attenzione alle reali esigenze delle famiglie – è la considerazione di #ninicalalapasta -. Nonostante la propagandata attenzione alla famiglia del partito a cui si fregia di appartenere, il sindaco e la sua amministrazione sono di fatto incapaci di garantire questo servizio che, anche nei comuni più popolati del Sud è partito da mesi”.
Nel caso in cui la mensa non dovesse partire con la tempistica annunciata dal primo cittadino, il comitato è pronto a chiedere le sue dimissioni “per incapacità di garantire i servizi minimi degni di un paese civile”.
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