Città Civile chiama a raccolta le forze politiche alternative alla destra di Gemmato

Michele Colaleo
Città Civile chiama a raccolta le forze politiche alternative alla festa di Gemmato

Il movimento civico, dopo l’assemblea aperta dello scorso lunedì, ha tenuto il consueto comizio annuale davanti alla sua sede in Corso Vittorio Emanuele II

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“Una politica fatta di ascolto, di confronto e di costruzione condivisa delle priorità della città”. E’ questa la formula usata da Vito D’Amato, consigliere comunale in carica di Città Civile, per rimarcare ai cittadini riunitisi a partire dalle 19.30 nei pressi della sede del movimento le differenze tra la visione di città del gruppo civico e l’azione di un’”Amministrazione che ci ha abituato alla mancanza assoluta di strategia ed al ricorso a vere e propri provvedimenti-marchetta” nel governo di Terlizzi.

Ha esordito così ieri sera l’ex coordinatore di Città Civile in apertura del comizio organizzato ogni anno dal movimento per fare il punto della situazione sui problemi che attanagliano quotidianamente i terlizzesi e sulle soluzioni proposte o adottate da chi ha l’onere e l’onore di risolverli.
Soluzioni che andrebbero trovate e discusse in particolare durante il consiglio comunale, trasformatosi però – secondo D’Amato – in un consesso nel quale “vengono messe in campo strategie finalizzate a ridimensionare il ruolo delle opposizioni”. Il riferimento è all’ultima assemblea cittadina, che ha impegnato i consiglieri per l’intera giornata di venerdì 27 settembre e la mattinata del sabato successivo.
“Sono state due giornate che mi limito a definire deprimenti”, afferma D’Amato. “L’intera Amministrazione ha pensato di mettere all’ordine del giorno ben ventidue punti, programmando come al solito la prima e la seconda convocazione del consiglio. Potrebbe sembrare la solita prassi, invece era tutto scientificamente preordinato: i dipendenti comunali sapevano già che sabato mattina avrebbero continuato a lavorare, discutendo peraltro un unico punto e tralasciando ad esempio le domande d’attualità. Si è parlato invece esclusivamente della situazione legata alla zona di Viale dei Lilium, sulla quale l’Amministrazione si era spesa in campagna elettorale ed è voluta adesso passare all’incasso, dando il via libera ad un nuovo regolamento (da approvare in Regione) che tuttavia non consente a chi vi abita di ottenere un livello di servizi pari a quello di tutte le altre zone della città.”
Le sorti urbanistiche della zona artigianale, decise “in modo improvvisato e senza una visione certa ed a lungo termine, resa possibile solo dall’approvazione di un Pug”, sarebbero per D’Amato l’ulteriore testimonianza di una condotta politica caratterizzata da “marchette e spot elettorali: fanno un marciapiede e mandano lo staff, pagato dalla comunità, a farsi fare le foto di rito; si realizza una rotonda (con tempi biblici) e sembra un fatto epocale. Ogni provvedimento è episodico, manca del tutto il senso del potenziale vantaggio collettivo insito in ogni misura da adottare”.
Di fronte a questo scenario politico, l’appello di D’Amato è innanzitutto al senso di responsabilità dei singoli cittadini, partendo dalla convinzione che “il bene collettivo è nettamente superiore alla somma del bene di ciascuno di noi. Ognuno di noi può essere, attraverso la sua azione, moltiplicatore per il bene della comunità”.
In seconda battuta, il consigliere invita tutte le forze politiche che oggi si oppongono all’Amministrazione a “creare un fronte serio e compatto, con un programma semplice basato su ambiente, lavoro e cultura”.
L’intervento di Vito D’Amato è stato seguito da quello di Daniela Zappatore, ex consigliere comunale ed attualmente segretario di Città Civile (in attesa della formazione del nuovo direttivo del movimento, che verrà definito in un congresso convocato per nel mese appena iniziato).
Zappatore, dopo aver insistito sull’importanza di una politica “fatta non nelle piazze virtuali, ma in quelle reali, all’insegna del confronto democratico”, si sofferma su alcuni passaggi dell’ultimo consiglio comunale, che le hanno provocato “sincero sconcerto e grande dolore”.
“Mi hanno colpito gli atteggiamenti e le parole inquietanti di un assessore – sostiene Zappatore -, che sbandierava la certezza di continuare a governare la città ancora per molto tempo. Questa pretesa ha senso se un’Amministrazione ha progetti, programmi ed obiettivi a medio-lungo termine, figli di un’idea diversa di città. Se oggi ci guardiamo intorno, lo scenario è invece desolante: abbiamo tre rotatorie in più, tante giostrine abbandonate, una strada e mezzo ri-asfaltata, Largo Torino abbandonato, Via Vecchia Sovereto abbandonata. Penso che il simbolo eloquente di tutti questi anni di amministrazione Gemmato sia la lapide rimasta bianca, vuota, nei pressi della rotonda in Via Giovinazzo, emblema del vuoto totale di un’Amministrazione che non sa dare risposte di nessun tipo alla città”.
L’attenzione dell’ex consigliere si sposta poi sulle problematiche legate alla gestione della raccolta differenziata e dell’aumento dei roghi tossici, che giorno dopo avvelenano la nostra aria (“Terlizzi ha pagato molto caro il prezzo di Scianatico, non possiamo permetterci di continuare così”); altro tema toccato è stato quello della disponibilità delle strutture sportive (“i nostri ragazzi non hanno un posto dove fare sport: il Palafiori è gestito da una società privata esterna, e chi vuole utilizzarlo deve pagare”) o ancora dei recenti atti vandalici che si sono verificati al Parco comunale, “indice di un forte disagio sociale e dell’assoluta incapacità di gestire la comunità e mettere in piedi uno straccio di politiche giovanili”.
Il giudizio complessivo sull’operato di Gemmato è pertanto assolutamente negativo, ma la convinzione di Zappatore è che per Terlizzi sia ancora possibile un miglioramento, una crescita che abbia come presupposto il “superamento delle divisioni da sempre insite nelle forze politiche contrapposte alla destra, motivato dalla certezza che le menti belle, pulite, capaci di sognare possano trovare un terreno comune per lavorare insieme ad una Terlizzi ancora in grado di sognarsi diversa. Per il cambiamento, per questo cambiamento, Città Civile c’è, Città Civile c’è sempre stata e ci sarà più che mai, nel segno della consapevolezza e della cittadinanza attiva.”

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