Dimensionamento scolastico, possibili nuovi scenari. Regione e sindacati a confronto

Si continua a discutere del piano che a Terlizzi taglierebbe la scuola Gesmundo – Moro – Fiore

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Si continua a discutere del dimensionamento scolastico che per Terlizzi ha ipotizzato, a partire dal 2023/2024, la riduzione di un’istituzione scolastica, ovvero la “Gesmundo-Moro-Fiore”.

La questione. Poco prima di ferragosto la giunta regionale ha varato le “Linee di indirizzo per il dimensionamento scolastico per l’anno scolastico 2024/25”. Si tratta dei criteri attraverso i quali la Puglia – su indicazione del governo centrale – dovrà riorganizzare il proprio sistema scolastico per giungere all’obiettivo di ridurre le istituzioni scolastiche regionali dalle attuali 627 alle 569 previste per l’anno 2024/2025. In pratica un taglio di 58 istituzioni scolastiche rispetto a quelle attualmente attive. Il numero dovrà poi scendere ancora fino ad arrivare a 557 scuole nel 2026/27.

Gli sviluppi.

La Regione Puglia si è da subito mostrata contraria a questi tagli e, contro la norma nazionale, ha presentato un ricorso alla Consulta sulla norma nazionale che prevede la drastica diminuzione del numero di scuole. «Ampiamente condivisa la netta opposizione, sia da parte di Regione che dei sindacati FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, Snals ConfSal, FGU, ANIEF Puglia, alle decisioni del Ministro Valditara – ha fatto sapere l’assessore Leo – che non tengono conto delle istanze dei territori e delle comunità scolastiche, proponendo tagli e accorpamenti delle scuole, senza aver previsto un adeguamento normativo degli organici, dei plessi e delle norme della sicurezza». Dall’altro lato, però, la stessa Regione ha ovviamente dovuto formulare delle ipotesi di dimensionamento da prendere in considerazione nel caso in cui il ricorso venisse rigettato.

L’incontro.

Ieri mattina, quindi, l’assessore regionale Sebastiano Leo ha incontrato i sindacati del comparto scuola e l’Ufficio Scolastico regionale per discutere della questione. «Durante l’incontro si è discusso degli scenari possibili per la Puglia, con possibili ipotesi di riorganizzazione dell’assetto scolastico della Puglia» ha sottolineato l’assessore, il quale ha poi «ha ribadito con forza che il documento costituiva una proposta tecnica da discutere con i territori e i sindacati, essendo l’amministrazione regionale obbligata dalla norma nazionale ad approvare il Piano di dimensionamento scolastico entro il 30 novembre. Si trattava, dunque, di ipotesi su cui avviare riflessioni finalizzate ad evitare tagli e accorpamenti unilaterali; scenario a cui si andrebbe incontro in caso di sconfitta alla Consulta e relativo commissariamento della Regione da parte del Governo».

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