Ricordo, FdI e GN: «Ferita nella storia d’Italia»

Giorno del ricordo - 10 febbraio

Un richiamo forte alla memoria storica e al dovere del ricordo arriva da Lorenzo Chieffi, segretario di Fratelli d’Italia, e Alberto Gemmato, segretario di Gioventù Nazionale

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Un richiamo forte alla memoria storica e al dovere del ricordo arriva da Lorenzo Chieffi, segretario di Fratelli d’Italia, e Alberto Gemmato, segretario di Gioventù Nazionale, che hanno diffuso un comunicato in occasione del Giorno del Ricordo dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata.

«Una ferita nella storia d’Italia, un grido che ancora risuona tra le rocce». Così i due esponenti definiscono la tragedia che colpì oltre 350.000 italiani costretti all’esodo da Istria, Fiume e Dalmazia nel secondo dopoguerra, insieme alle migliaia di uomini, donne, anziani e bambini «brutalmente uccisi e gettati vivi nelle foibe, in un abisso non solo fisico di disumanità e ferocia».

Nel comunicato si sottolinea come «la loro unica colpa fu quella di essere italiani e vittime dell’odio razziale dei comunisti di Tito», ricordando anche il legame diretto con il territorio: «Anche la comunità di Terlizzi annovera la sua vittima: la maestra Rosa Vendola, trucidata nelle foibe dalla furia cieca dei comunisti titini nel 1945».

Il pensiero, spiegano Chieffi e Gemmato, va «a lei e alle altre migliaia di vittime del comunismo slavo: sacerdoti, semplici cittadini, molte donne, partigiani bianchi e solo in minima parte ex fascisti».

Ampio spazio è riservato anche alla denuncia di quella che viene definita una lunga rimozione storica. «Per troppi anni si è cercato di cancellare dai libri, dalle scuole e dalle università una delle pagine più buie della storia d’Italia», affermano i firmatari, sottolineando che «il silenzio e la rimozione della memoria sono una seconda condanna per le vittime e per i loro familiari».

Secondo i due esponenti politici, sulla vicenda delle foibe «vi è stato per troppo tempo un vergognoso oblio, voluto da chi ha cercato consapevolmente di negare la verità, nel tentativo di seppellirla e mistificarla». Una mancanza che, a loro giudizio, persiste ancora oggi: «Nella scuola italiana questa immane tragedia non viene adeguatamente affrontata e raccontata ai ragazzi e non trova ancora il dovuto spazio».

Da qui l’appello a una memoria che vada oltre le appartenenze politiche: «Se vogliamo realizzare un’identità nazionale, alla quale tutti indistintamente dobbiamo e possiamo riconoscerci, occorre costruire una memoria condivisa che travalichi ogni schieramento politico».

Il comunicato si chiude con un monito netto: «Ricordare è un dovere morale: chi rinnega o ignora è complice di quel passato».

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